giovedì 31 maggio 2012

Dal giornalaio, una sbirciatina ai quotidiani

Scenario economico
-Riccio su La Stampa: dimostraci che potevi pagare, il fisco avvisa 300mila contribuenti (vedi anche Bellinazzo sul Sole: obiettivo un miliardo)
-Sul Corriere, testo integrale delle Considerazioni di Visco
-Commento (piuttosto critico) di Di Vico sul Corriere: Una silenziosa metamorfosi
-Commento (positivo) di La Spina su La Stampa: l’unica direzione possibile
-Forte sul Giornale: stop al pareggio di bilancio, ma per ridurre le imposte
-Brunetta su Libero sulla riforma del lavoro: “Troppi vincoli, farà danni”


Giustizia e inchieste
-Ovunque, calcioscommesse (e agguato a orologeria anti-Buffon, che aveva osato criticare media e pm)
-Sarzanini sul Corriere: Lusi, investigatori cercano riscontri su spese Rutelli, Renzi, Bianco
-Milella: lo scambio della Severino, si vada avanti sugli ascolti ma la mia legge sia approvata

Politica
 
*Pdl
-Di Caro sul Giornale: Pdl verso la fase due, ipotesi congresso, area vicina a Montezemolo. Forte malumore per riunione di oggi (questione legittimo impedimento), sentiti Bonaiuti e Lupi
-De Feo sul Giornale: Montezemolo alla Camera grazie ai ribelli Pdl
-Bei su Repubblica: i ribelli vicini a Montezemolo pronti a un altro gruppo
-Merlo sul Foglio: messaggio di Maroni al Cav, pronto a tornare vostro alleato. Le condizioni.
-Bertoncini su Italia oggi: B. provoca più danni che vantaggi
-Borruso su Italia Oggi: riecco Albertini, candidato al Pirellone, corteggiato da Romani e Gelmini
-Punzi su L’Opinione: la riforma Alfano già esiste. Il presidenzialismo (ma di fatto e senza regole) di Napolitano

* Pd
-Casadio su Repubblica: Bersani, in autunno primarie aperte           
-Ajello sul Messaggero: carta a sorpresa di Bersani, le primarie aperte
-Bertini su La Stampa: Pd, primarie aperte e apertura a Casini
-Scalfari intervistato sul Fatto: “Senza Saviano il Pd perde le elezioni”
-Sardoni sul Foglio: risiko democratico
-Saviano su L’Espresso: non mi candido ma faccio politica
-Rondolino sul Giornale: il finto no di Saviano

*Grillo
-Grillo su Sette: “Voglio processi pubblici per i politici”

*Montezemolo
-Damilano su L’Espresso: il partito dei carini

*altro
-Mele sul Sole: Rai, cda boccia palinsesti, nuovo vertice più vicino

Il municipio semina un prato. Non erano fiori, ma cannabis

Un prato innocente, un'aiuola dove bambini, e non solo, potevano giocare liberamente. Quando uno dei municipi di un quartiere del sud di Mosca aveva seminato quel prato era convinto di poter fare un gesto nobile verso la comunità. E, invece, con sorpresa di tutti, quello spazio verde stava diventando una piantagione di marijuana. A scoprirlo sono stati gli agenti del Servizio federale antidroga nel Sud di Mosca, chiamati proprio dal municipio per riparare a questo errore grossolano. 
Gli agenti con molta sorpresa hanno scoperto 230 piante di cannabis, germogliate su un tappeto erboso nei pressi di una stazione della metropolitana. "I nostri agenti si sono dovuti cimentare nel giardinaggio", ha ironizzato un comunicato sul sito dell'ente russo preposto alla lotta al narcotraffico. 
E' lo stesso Servizio antidroga a rendere pubblica la vicenda. Il municipio di Brateyevo, quartiere periferico del sud di Mosca, aveva deciso di creare uno spazio verde dedicato alla cittadinanza nell'ambito di un progetto di riqualificazione. Gli inquirenti moscoviti, ora, hanno aperto un'inchiesta. Obiettivo? Risalire al fornitore del terriccio e dei semi per chiedere qualche spiegazione. 











Il giovanilismo è un danno per la rinascita della politica

La crisi della politica non conosce fine. E' un tunnel profondo che la società italiana sta ancora attraversando e dal quale non usciremo prima di qualche anno. Eppure le idee per far tornare in auge la buona politica non mancano. Così come non mancano le proposte demagogiche, da sempre apprezzate dal popolo italiano. 
Una tra queste, molto cool in questo difficile momento economico-sociale per il paese, è quella concezione di rinnovamento basata sull'età anagrafica delle persone più che sul merito e le capacità. Di esempi ce ne sono moltissimi. A partire proprio da Silvio Berlusconi. Il Cav. vuole dare un volto nuovo al Pdl. E per fare questo pare che abbia seguito il consiglio del vecchio amico Putin: cercare 100 giovani, 100 volti nuovi, da buttare nell'oceano della politica. Requisiti? Essere giovani, essere social, essere militanti dei movimenti giovanili del Pdl. 

Allo stesso modo sta facendo Beppe Grillo (chi ha copiato chi?, viene da chiedersi). Il (non più) comico genovese stila liste più simili all'appello di un asilo che non a una formazione politica seria. L'età media dei candidati del M5S si aggira intorno ai trent'anni. Anche qui pochi requisiti. Anzi, un unico requisito. Avere una fedina penale immacolata. 

Cosa dire? Il giovanilismo sfrenato non fa bene a questo paese. E' più una moda passeggera che una concreta occasione di far rinascere la politica. Affermare questo non significa appartenere o amare la gerontocrazia che attualmente governa il paese. Perché guardando i requisiti richiesti per poter varcare la soglia dei palazzi del potere (che sicuramente non riguarda solo Pdl e M5S, ma anche altre formazioni politiche), non c'è nessuno che rilevi l'importanza del merito e delle capacità. 

Non basta, dunque, essere giovani per dare vita a una buona politica. Bisogna solo esserne capaci, indifferentemente dall'età anagrafica. In Italia ci sono giovani più bravi dei 'vecchi' e 'vecchi' mentalmente più avanti dei giovani. E' un assioma inconfutabile che porta a una sola conclusione: all'Italia non serve il ricambio generazionale, ma il ricambio politico. Servono facce nuove, mica asili nido. 


La Chiesa Italiana segue il Papa e dona 1 milione di euro per i terremotati

E' solo una donazione iniziale e non certo l'ultima, in attesa di avere un quadro più completo delle necessità. Dopo la cifra simbolica di 100 mila euro donata dal Papa, la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha stanziato un milione di euro per fronteggiare l'emergenza terremoto in Emilia. ''Mentre la terra continua a tremare in Emilia, con nuove vittime, migliaia di sfollati e danni ingenti a case, palazzi e chiese, la presidenza della Conferenza episcopale, con il consenso dell'Assemblea generale - riferisce una nota della CEI-, ha stanziato un milione di euro come primo contributo per fronteggiare la prima emergenza''. ''Da tutta Italia - prosegue - le Caritas hanno gia' manifestato vicinanza e disponibilita' ad aiutare: e' stato aperto un centro di coordinamento Caritas a Finale Emilia e ci s'impegna a un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nella fase piu' difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale, con attenzione alla ricostruzione socio-economica, all'animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunita'''. Sabato scorso un ''contributo straordinario'' di 100 mila euro era stato invece stanziato da papa Benedetto XVI, tramite il Pontificio Consiglio ''Cor Unum'', ''a sostegno delle attivita' di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime''. Inoltre i vescovi hanno stabilito di indire una Colletta nazionale che verrà svolta in tutte le chiese italiane domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. Il ricavato dovrà essere consegnato tempestivamente da tutti i parroci alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento. In occasione del terremoto d'Abruzzo del 2009 le diocesi riuscirono a raccogliere circa 27 milioni di euro. Si spera di raggiungere la stessa cifra e più anche per l'Emilia-Romagna.
da Radio Vaticana

La Giustizia spettacolo si sostituisce al Calcio spettacolo

Le vicende di questi giorni riguardanti il calcio si prestano a molte considerazioni etiche. Ce n’è una che, sull’onda del tintinnar di manette, è stata trascurata, ed è la spettacolarizzazione della giustizia, perseguita calpestando quel rispetto verso le persone che dovrebbe valere sempre, tanto più in presenza di un’inchiesta in cui chi è coinvolto resta presunto innocente. 

La spettacolarizzazione non merita solo una critica di costume, è in questo caso proprio un reato, una violazione del segreto, suscettibile persino di essere una forma di favoreggiamento. L’istantanea di questo piccolo-grande abuso ce la regala La Stampa di ieri a pagina 3, allorché racconta come sia stato possibile che tutti i Tg avessero di prima mattina non solo la notizia ma anche le immagini della irruzione delle volanti nel Centro tecnico di Coverciano, dove alloggia la Nazionale. Le “pantere” sono giunte all’ingresso alle 6 e 15. Scrive Marco Ansaldo: “La giornata è cominciata così, lunghissima, estenuante, con le troupe televisive e i giornalisti appesi ai cancelli in attesa di notizie perché qualche soffiata era giunta già domenica sera”. Insomma una soffiata c’è stata parecchie ore prima del blitz, per il comodo degli operatori televisivi e l’onta degli indagati. Possiamo dirlo? Siamo stanchi di queste soffiate ad uso della popolarità degli inquirenti, toghe o no che siano, ciò che poi induce i giornalisti oggetti della benevola fuga di notizie ad un atteggiamento di totale appiattimento sulla linea dell’accusa, onde godere del privilegio di soffiate in anteprima.

Convegno a Roma sul Libro di Nadan Petrovic

foto Gibertini
In materia di accoglienza di profughi e rifugiati l'Italia 'ha dimostrato capacita' di accoglienza me a' altrettanto vero che ora occorre un salto di qualita' che presuppone un intervento di tipo normativo, un quadro legislativo chiaro ed organico'. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, presenta a Montecitorio il volume di Nadan Petrovic, 'Rifugiati, profughi, sfollati. Breve storia del diritto d'asilo in Italia dalla Costituzione ad oggi' e chiede di rimettere mano alla normativa e alle regole attuali
dell'accoglienza, 'un impianto legislativo fragile', soprattutto per quanto riguarda il coordinamento centrale e locale. Non solo. 'Questa necessita' e' resa ancora piu' evidente dalle scadenze europee' dice Fini sottolineando che i nuovi 'interventi vanno varati anche nell'ottica dell'imminente attuazione del Sistema Europeo Comune di Asilo per garantire uno standard comune di accoglienza nel territorio europeo'.
Di piu', osserva Fini, 'e' evidente che accanto al dovere di garantire ai sensi della Costituzione un'accoglienza degna di tale nome la questione che non puo' piu' sfuggire e' quella relativa alle difficolta' che si incontrano nella fase successiva, quella dell'effettiva integrazione' dei rifugiati.
Gianfranco Fini in foto Gibertini
Il Presidente della Camera ricorda infatti l'articolo 34 della Convenzione di Ginevra che 'dice in modo esplicito che il riconoscimento dello stato di rifugiato comprende anche l'assimilazione e la naturalizzazione'. 'E' evidente che su questa questione le opinioni possono essere diverse ma anche che non ci si puo' limitare all'accoglienza e poi omettere le politiche di integrazione' sottolinea Fini che non manca di ricordare come, nonostante il ritardo della societa' italiana su questi temi, cio' comporti anche una discussione sulla cittadinanza. 'Questa - conclude - e' una questione che non potra' essere elusa ancora per molto tempo, soprattutto se si considera che tra rifugiati e' in rapida crescita il numero dei minori'.(Ansa)

Rapporto Italiani nel Mondo 2012 della Fondazione Migrantes


Al 1° gennaio 2012 sono 4.208.977 i cittadini italiani iscritti all’Aire, di cui 2.017.163 donne (47,9%). L’aumento rispetto allo scorso anno è di 93.742 unità. E’ il dato che viene fornito oggi dal Rapporto Migrantes “Italiani nel Mondo” presentato, in una conferenza a Roma. Caratteristiche socio-demografiche. Rispetto agli oltre 60 milioni di italiani residenti in Italia i connazionali residenti all’estero incidono per circa il 7%.
Ben il 54% del totale degli iscritti ha dato come motivo di iscrizione l’espatrio, ma continua l’ascesa dei “nati all’estero”, arrivati al 38,3% (più di 1 milione e 600 mila). A rilevante distanza invece, si collocano gli iscritti per aver acquisito la cittadinanza italiana (3,2%, 133.577). Il 37,1% (1,6 milioni) è all’estero da più di 15 anni e il 14,9% (quasi 630 mila) lo è da 10-15 anni. Continuano ad aumentare (1 milione 131 mila) coloro che sono iscritti all’Aire da 5-10 anni che sono il 26,9% del totale. L’11,5% (quasi 500 mila italiani) è, invece, iscritto solo da 3 anni (tra di essi, quindi, anche i nuovi espatriati). Quasi 800 mila hanno più di 65 anni (19,0%), quasi 665 mila sono, invece, minorenni (15,8%). Il 21,2% ha un’età compresa tra i 19 e i 34 anni (890 mila), ma il 25,0% (poco più di 1 milione) ha tra i 35 e i 49 anni. Il 19,1%, infine, ha un’età compresa tra i 50 e i 64 anni (poco più di 800 mila). La stragrande maggioranza è celibe/nubile (53,7%) mentre i coniugati sono il 38,2%.

Continenti e Paesi di residenza. La ripartizione continentale è così strutturata: Europa (2.306.769, 54,8%), America (1.672.414, 39,7%), Oceania (134.008, 3,2%), Africa (54.533, 1,3%) e Asia (41.253, 1,0%). In Europa è l’UE a 15 a fare la parte del leone con 1.695.955 (40,3%) residenti italiani perché include i paesi di vecchia e tradizionale emigrazione italiana. Proprio in quest’area si trovano le collettività più numerose, a partire dagli italiani in Germania (639.283, 15,2%); seguono le collettività francese (366.170, 8,7%), belga (252.257, 6,0%), britannica (201.705, 4,8%) e spagnola (118.690, 2,8%). Seguono gli altri paesi europei, con prevalenza della Svizzera (546.614, 13,0%). La comunità negli Stati Uniti è composta da 216.767 italiani in possesso di cittadinanza (5,2%); in Canada sono, invece, 135.070 persone (3,2%). Più articolata la situazione nell’America meridionale, Latina specialmente, dove l’Argentina torna, nel 2012, ad essere il primo paese prendendo il posto che, nel 2011, era la Germania, con 664.387 italiani (15,8%). Seguono il Brasile (298.370, 7,1%) e il Venezuela (113.271, 2,7%). L’Oceania con 134.008 (3,2%) è il terzo continente a livello numerico e quasi tutti si trovano in Australia (130.570, 3,1%).

Regioni, province e comuni di partenza. Il 53,3% degli attuali cittadini italiani all’estero è registrato nel Meridione (oltre 1 milione e 400 mila dal Sud e quasi 800 mila dalle Isole) e 1.327.000 (31,5%) nel Nord Italia (poco più di 657 mila dal Nord Ovest e quasi 670 mila dal Nord Est) e il 15,2%, infine, ovvero 640 mila, è partito dalle regioni del Centro Italia. Nella graduatoria regionale al primo posto troviamo, come sempre, la Sicilia (674.572) seguita, nell’ordine, da Campania (431.830), Lazio (375.310), Calabria (360.312), Lombardia (332.403, aumento annuale di 41 mila ), Puglia (319.111) e Veneto (306.050), per limitarci alle regioni con minimo 300 mila connazionali.

«La settima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, pur mantenendo invariata la sua struttura, presenta contenuti innovativi a livello statistico, socio-culturale, economico e pastorale. Rispetto al passato si colloca in un anno in cui la messa in sicurezza delle finanze pubbliche ha comportato, per il 2012, una ulteriore e pesante decurtazione nel bilancio del Ministero degli Affari Esteri». Cosi si legge nell’Introduzione al Rapporto Migrantes 2012 nella quale mons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, richiama la necessità di una maggiore attenzione alle collettività di connazionali che vivono nel mondo, dalle quali può venire un significativo aiuto all’Italia per superare questa difficile fase di crisi.

Buffon: essere onesti non paga

La mia opinione è che Gianluigi Buffon abbia ricordato a tutti che esiste il principio costituzionale della presunzione di innocenza. A mio parere personale, ha fatto bene, e ha detto una cosa liberale e garantista, oltre che coraggiosa. Ma una parte dei media finge di non capire, e preferisce la presunzione di colpevolezza. Dopo di che, tutti riteniamo che i veri colpevoli debbano essere puniti, e in modo assai severo.
Ma, appunto, quando sarà stato dimostrato che sono effettivamente colpevoli, non prima (e a mezzo stampa). Quando uno sbaglia è giusto che paghi. Visto e considerato che di mezzo c'è il valore della lealtà, le pene devono essere esemplari. Poi però bisogna fare delle distinzioni tra colpe molto gravi e relative, senza mettere tutto nel calderone.

Non entriamo in merito alla dichiarazione del nostro Premier sul calcio....se dovessimo applicare le sue teorie nella politica come nel calcio se ne andrebbero tutti a casa .... per almeno uno o due anni....

mercoledì 30 maggio 2012

Palermo: nasce figlio bianco da genitori neri. La fantasia della vita!


A volte la vita è più sorprendente e fantasiosa di quello che possiamo immaginare. Lo è in ogni e per ogni parto, in ogni e per ogni bambino che viene al mondo. Però in questa occasione, come si usa dire, si è superata! "Un neonato con i capelli rossi e gli occhi chiari: nulla di strano, se entrambi i genitori non fossero di colore.
E' successo al Policlinico di Palermo dove, secondo il Giornale di Sicilia, si sono vissuti attimi di tensione quando il padre del piccolo, nigeriano come la neo mamma, ha cominciato a inveire contro la compagna. Passata la bufera, pero', sono arrivate le spiegazioni: ovvero, che casi del genere sono rari ma possono sicuramente accadere. "I casi di albinismo nella popolazione nigeriana non sono comuni, ma non cosi' rari - dice Antonio Perino, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico -. Ci attestiamo su un caso su 14 mila. Abbiamo spiegato questo al genitore che sembra aver capito. Sicuramente si tratta di un evento fuori dal comune. Il piccolo sta benissimo, nei prossimi giorni tornera' in ospedale per ulteriori esami dove - conclude Perino - cercheremo anche di stabilire se si tratta di una forma di albinismo oppure una vera e propria mutazione genetica".

Benvenuto piccolo albino e buongiorgio

Dal giornalaio, una sbirciatina ai quotidiani

Scenario economico
-Brunetta sul Giornale: l’errore tedesco. Pareggio di bilancio al 2014
-Schroeder sul Corriere: quello che Berlino impone ad Atene non ha senso né politico né economico
 
Politica

*governo
-Roselli su Libero: Passera geloso, congelato Giavazzi


*Pdl
-Guastella sul Corriere: rinvio e legittimo impedimento per riunione Pdl
-Alfano su Equitalia: Avvenire p. 13, Miliacca su Italia oggi (“Alfano sugli scudi, Befera e Fassina a casa”, Box la Stampa p. 15
-Napolitano sul presidenzialismo: Picariello su Avvenire p. 13 (“cautela del Colle”), Breda sul Corriere (“Il Capo dello Stato resti imparziale”), Rosso su Repubblica (“Napolitano frena”), Fiammeri sul Sole (“dubbi di Napolitano”)
-Di Caro sul Corriere: presidenzialismo, Pdl va avanti e la Lega apre
-Merlo sul Foglio: riprende la trattativa Pdl-Pd sulla legge elettorale. Bersani la usa contro Rep, Alfano per rilanciare se stesso
-Albertini intervistato su Italia oggi: Ora riprendiamoci Fini e Casini
-Sechi intervistato su Italia oggi: Nel Pdl non si fanno le primarie perché si è aggrappati al potere

* Pd
-Meli sul Corriere: novità Pd, Bersani candidato premier e sì alla lista civica di Saviano
-Bertini su La Stampa: presidenzialismo, il Pd teme di restare solo

Grazie Di Ba, il Torquemada del calcio


Non c'era il Fantacalcio, non c'era l'uomo partita Sky, ma c'erano le figurine Panini, c'era 90' Minuto e sopratutto c'era lui, "Ago", il grande umile capitano, di quelli che hanno fatto scuola di vita e di attaccamento alla maglia, di lavoro duro, metodico, silenzioso e ragionato. A metà tra il bianco e nero ed il colore, all'Olimpico cantavamo tutti in coro "O Agostino, o Ago, Ago, Agostino Gol".  Si giocava a "palletta" in casa, a scuola e si faceva a gara nel chiamarsi Agostino Di Bartolomei, Magica Roma, numero 10.
Nato e vissuto nella Roma, come noi, come i suoi modelli Losi, Lojacono, Angelillo, Cudicini. Cresce in borgata a Tor Marancia, esordio il 22 aprile 1973 a 18 anni a San Siro contro l'Inter, 306 gare, 66 gol, uno scudetto, tre Coppe Italia. Per moli poco, per noi tanto.

E' stato scritto: "Il Torquemada del calcio. Le sue punizioni sono altrettante condanne al rogo per le mani del portiere. Ha un tiro che non perdona; un vero anatema!" Era proprio cosí, parola mia. L'allenatore Nils Liedholm lo posizionava davanti alla difesa, come un baluardo a centrocampo. Nella sua avventura romana ha ricevuto solo un'espulsione, la piú dolce, mai cosí gradita, dopo aver segnato il gol della vittoria contro la nemica di sempre la ... Giuve! Nel 1984, con l'arrivo di Sven Goran Eriksson sulla panchina, venne ceduto. Giocò la sua ultima partita in maglia giallorossa nella finale di Coppa Italia vinta contro il Verona. I tifosi gli dedicarono uno striscione: «Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva» Poi Milan, Cesena, Salenitana. E dopo una vita dedicata al calcio, fondo e allenò la scuola calcio che portava il suo nome a Castellabate, il paese di origine della compagna, nel quale risiedeva stabilmente.

Rimanemmo tutti di sasso alla notizia della sua morte. Suicida, la mattina del 30 maggio 1994 a San Marco (frazione di Castellabate), dove viveva, sparandosi nel petto con la sua pistola Smith & Wesson calibro 38. Erano trascorsi dieci anni esatti dalla finale di Coppa dei Campioni 1983-1984 persa dalla Roma contro il Liverpool. Una sconfitta, un dramma che tutti ricordiamo ma che non é nulla in confronto alla perdita del grande Di Ba, di Ago. I motivi del suicidio (si parlò di alcuni investimenti andati male e di un prestito che gli era stato appena rifiutato) divennero abbastanza chiari quando fu trovato un biglietto in cui il calciatore spiegava il suo gesto, da ricollegarsi probabilmente alle porte chiuse che il calcio serrava di fronte a lui: «mi sento chiuso in un buco», scrisse. Credo che il suo ricordo, oggi giorno dell'anniversario della sua morte, debba essere un monito importante in questo grave momento del calcio italiano, in balia di scommesse, malaffare, cattivi esempi che rischiano di far morire l'affetto e la passione per il mondo del pallone.

Riportare la gioia semplice di giocare a pallone, rianimare la passione nelle scuole calcio, umanizzare il gioco piú bello del mondo é un imperativo categorico per chi vuole veramente bene ai nostri giovani ed al nostro Paese.  Rilanciare i campi da gioco come luoghi non di competizione esasperata o di emulazione di campioni coperti di soldi e sponsor ma piuttosto farne luogo di creazione di amicizie, di legami forti, di altruismo, di amore per le regole, per una maglia, per un sogno, forse come quello che Agostino provó, giocare una finale di Champions League, di vincerla o di perderla. Non avere paura di tirare un calcio di rigore, sbagliarlo magari, non importa, l'importante é esserci stato in questo mondo e rimanere vivo nel ricordo di tanti, tantissimi e continuare a vivere come oggi Ago vive in ognuno di noi. Grazie Di Ba! 
Paolo Voltaggio

Torna Beppe Grillo e la sua "boiata quotidiana"


"Torna a casa Lassie. Ogni titolo e' bello a mamma sua". Nel 2008 "i nostri Btp detenuti all'estero erano il 54% del totale, nel 2012 sono scesi al 32%. I Bonos spagnoli  all'estero si sono quasi dimezzati in quattro anni, dal 60% al 34%". Beppe Grillo è tornato. Il leader del M5S oggi, non avendo nulla da fare, ne ha sparata un'altra delle sue, giusto per mantenere ancora accese le luci della ribaltà. Sul suo blog il comico genovese, da sempre accanito oppositore di politica, banche e poteri forti propone la nazionalizzazione dei nostri istituti bancari. 


"In questo rientro in Patria dei capitali - prosegue il suo post - chi recita  il ruolo dello spallone di fontiera di una volta, le banche, si fa  pure pagare l'aggio dallo Stato. Lo Stato italiano presta soldi nostri, attraverso la Bce, alle proprie banche all'uno per cento di  interesse. Le banche che comprano i Btp incassano il 5/6% di interesse
dallo Stato. Un euro su quattro delle nostre tasse -conclude- serve a pagare gli interessi sul debito. Si puo' quindi affermare che questo giro del fumo serve a finanziare le banche attraverso il Fisco. Forse e' il  caso di nazionalizzarle''.

Più che una proposta seria (ma Grillo quando ne ha mai fatta una?) sembra la solita provocazione per dire:"Cari italiani, cari media, qua ci sono anche io, non mi escludete". Perché il signor Grillo deve sapere che nazionalizzando le banche si farebbe un danno all'intera popolazione italiana. Non servono altre argomentazioni per contrastare la quotidiana boiata grillina. Nessuna accusa, nessun insulto, ma ricordategli che in quel modo gli italiani non pagherebbero più solo il debito di Stato, ma anche quello delle banche. Che fare?

Di Bartolomei: "eroe" di una infanzia giallorossa


Oggi, mentre il mondo del calcio è scosso dal nuovo scandalo delle scommesse, fa bene a tutti noi ricordare le figure positive che, in un passato più o meno recente, hanno reso, agli occhi di tutti gli appassionati (a partire dai bambini), questo un grande sport fatto di valori, di lealtà e di divertimento. Per questo è davvero propizio il diciottesimo anniversario della scomparsa, avvenuta il 30 maggio del 1994, di Agostino
Di Bartolomei. Colui che fu il capitano della Roma scudettata nella stagione 1982/83 si tolse la vita, lasciando un biglietto in cui emergeva un profondo malessere causato probabilmente dalle molte delusioni subite nel mondo del calcio dopo il ritiro dai campi di gioco, esattamente dieci anni dopo la serata “maledetta” nella quale la sua squadra aveva perso, ai calci di rigore contro il Liverpool, la finale di Coppa dei Campioni giocata proprio in casa.
Sulle capacità tecniche e tattiche di Di Bartolomei, grande regista e anche grande difensore centrale, implacabile realizzatore di calci di rigore, però mai raggiunto dalla convocazione in Nazionale, è stato detto molto. Mi piace perciò concludere questo breve ricordo, sul piano personale, sottolineando come il nome di Di Bartolomei – insieme a quelli di molti altri campioni che andarono a comporre una squadra rimasta nella memoria non solo dei tifosi romanisti (da Tancredi a Conti, da Falcao a Pruzzo) – sia tante volte risuonato nelle mie orecchie di bambina vissuta in una casa di romanisti appassionati. E’ perciò un nome che resterà legato ai ricordi del tempo felice dell’infanzia.
Sonia Zeta

Non sapete come pagare l'Imu? Nessun problema. Le sanzioni sono irrisorie


(da www.cgiamestre.com) Non è da escludere, vista la difficile situazione economica, che più di qualcuno non sarà in grado di pagare la prima rata dell’Imu, la cui scadenza, come sappiamo, è prevista entro il prossimo 18 giugno. Quali saranno le conseguenze economiche per queste persone ? La CGIA ha fatto un po’ di conti ed ha stabilito che le sanzioni, se il contribuente pagherà la prima rata dell’imposta entro un anno dalla scadenza (18 giungo 2013), saranno tutto sommato abbastanza irrisorie.


Infatti, per un proprietario di prima casa che non riuscirà a versare la prima rata di 50 euro (*) entro il prossimo 18 giugno, pagherà, tra interessi e sanzioni, 1,60 € aggiuntivi nel caso il pagamento avvenga entro il trentesimo giorno dalla scadenza (comprensivo delle predette sanzioni ed interessi). Oltre il trentesimo e fino ad un anno dal termine iniziale, la maggiorazione sarà di 3,13 euro.

Oltre questo termine, il contribuente non avrà più la possibilità di porre rimedio alla sua dimenticanza o impossibilità economica e l’Ente locale provvederà a chiedergli il pagamento con la sanzione piena. Pertanto, gli interessi potranno variare da Comune a Comune in quanto la normativa prevede che questi ultimi hanno la possibilità di aumentarne la misura rispetto il tasso legale nel limite di tre punti percentuali.

“Vogliamo essere chiari – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – con questa analisi non è assolutamente nostra intenzione invitare i proprietari di abitazioni a non pagare l’imposta. Tuttavia, crediamo sia giusto che i contribuenti siano a conoscenza di cosa potrebbero andare incontro nel caso non riuscissero a pagare l’IMU entro la scadenza stabilita per legge”.
(*) nel caso preso in analisi si considera un proprietario di una abitazione con una rendita catastale di 430 euro e con un garage avente una rendita pari a 91 euro che, come prima rata, pagherà 50 euro. Infatti, la sua IMU complessiva sarà di 150 euro. Chiaramente questo contribuente ha deciso di versare l’imposta in tre rate.

Di Bartolomei: il dispiacere è che ora sei solo un commovente ricordo


Agostino di Bartolomei rappresenta, non un ricordo come ogni anno in molti commemorano, ma il capitano della Roma una figura, che per chi ancora vede nel calcio non solo uno sport professionistico ma anche una parte della propria vita di tutti i giorni, importante e rappresentativa della propria città e della propria storia. Agostino è questo un uomo che non portava solo la fascia di capitano, ma si comportava da capitano, prendendosi responsabilità, assumendo atteggiamenti mai clamorosi ma allo stesso tempo decisi e sempre rispettosi non solo di un contratto di lavoro ma anche di quella voglia di essere rappresentante di un "popolo" di tifosi che chiede ai propri "eroi" domenicali quell'importanza che poi scompare al termine di un incontro di calcio. Forse proprio per questo non si può proprio accettare che la sua figura sia solo un commovente ricordo, ma invece un esempio vivo da mettere ad emblema di un calcio in grave carenza di valori e di uomini.